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Investire in un pastificio di pasta secca. Produzione industriale

Vendita ed export di 1000 Kg/h di pasta secca

 

Investire in un pastificio di pasta secca. Produzione semi-industriale

 

La pasta secca come bene rifugio

La pasta secca è un prodotto alla base dell’alimentazione italiana, con una forte vocazione all’export. Nel 2020, l’anno della grande crisi per molte imprese, la pasta ha visto un incremento della produzione fino a picchi del 40% nel solo mese di Marzo in Italia e del 16% all’estero (IPO). Nel 2021 poi, l’anno della ripresa, la pasta ha consentito la tutela dei capitali investiti, ribaltando sul mercato incrementi di prezzo anche del 33%.

La pasta può essere annoverata tra quei beni che, per consumo e distribuzione, ha acquisito un suo valore intrinseco che, come tale, non è soggetto a svalutazioni dipendenti da turbolenze del mercato. Questo ne fa, a tutti gli effetti, un bene rifugio per molti imprenditori.

Dal punto di vista commerciale, poi, ben il 56% della produzione industriale italiana è destinata all’estero, mentre solo il restante 44% è riservata alle nostre tavole. Il valore del nostro export è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni (dati IPO).

Questo dato, che nasconde un potenziale inespresso enorme per la pasta secca nel mondo, ha fatto sì che le nostre stesse tecnologie di produzione subissero delle modifiche per soddisfare mercati con usi e costumi diversi. I noodles, ad esempio, non sono altro che pasta lunga di semola che può essere essiccata non solo in frittura, ma anche naturalmente con essiccatoi proprio come la pasta secca. Quasi 100 miliardi di porzioni di noodles vengono consumati ogni anno nel mondo (dati WINA) di cui il 20% essiccati naturalmente, un dato sempre crescente per via delle numerose patologie alimentari causate  dalla classica lavorazione dei noodles in frittura  (wikipedia). Questa tendenza salutistica su di un prodotto fatto di semola ed acqua, essiccato naturalmente, pone Storci S.p.a. in prima fila come possibile fornitore di impianti idonei in tal senso. Grazie al nostro team di Ricerca e Sviluppo abbiamo realizzato una tecnologia che consente di essiccare la pasta dopo averla precotta in camera di vapore. La cottura a vapore, si sa, è in assoluto la più salutistica delle soluzioni possibili, mentre l’essiccazione rimane lenta ed a bassa temperatura. Avendo realizzato questo progetto da pochi anni, il mercato ci vede già leader nel settore e sta consentendo a molti nostri clienti pastifici di esportare all’estero un prodotto estremamente richiesto ma di altissima qualità.

 

Impiantistica

Lo studio dell’impiantistica deve seguire, preliminarmente, l’analisi del processo produttivo nel rispetto delle regole haccp. A tal fine, in fase di studio, una volta individuata un’area di circa 2000 mq, è opportuno scegliere un laboratorio di analisi alimentare riconosciuto dal Ministero della Salute, un tecnico della Storci S.p.a., un idraulico, un elettricista ed un referente di azienda edile per le ristrutturazioni. Una volta ricevuto il dwg in azienda, sarà cura dei progettisti Storci ragionare sulle soluzioni produttive ottimali.

 

Impiantistica:esempio di layout linea pasta secca


Esempio di impianto linea automatica pasta corta e lunga con (da sinistra verso destra) ingresso, area uffici, spogliatoi. Area produzione con impianto produttivo e celle di essiccazione. In alto, zona stoccaggio materie prime. Area centrale destinata al confezionamento. A destra area stoccaggio prodotto finito e spedizioni.

 

In merito ai formati da produrre, solitamente la scelta è abbastanza obbligata. Secondo authentico, associazione di produttori impegnata a preservare l’autenticità del made in Italy nel food, la classifica dei 10 formati più venduti è:

  1. Spaghetti
  2. Penne rigate
  3. Fusilli
  4. Rigatoni – Eliche
  5. Spaghetti grossi
  6. Mezze penne rigate
  7. Vermicelli
  8. Mezze maniche – Cravattine – Spaghetto quadrato
  9. Maccheroni
  10. Elicoidali – Paccheri

Questi formati sono alla base del consumo di pasta secca ed ogni pastificio dovrebbe essere in grado di produrli. Ciò non toglie, però, che eventuali variazioni sul tema possano essere un buono strumento commerciale per poter diversificare l’offerta e capillarizzare la distribuzione. Tali variazioni possono essere fatte sia nei formati speciali (farfalle, lasagne, tagliatelle a nido…) sia nelle semole utilizzate. Vi invitiamo in tal senso a leggere il nostro articolo sulla diversificazione dell’offerta.

 
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sfarinati


Sfarinati


Semola, semolato, semola integrale di grano duro e diverse tipologie di farine di grano tenero (non per il mercato italiano) sono i principali sfarinati utilizzati per produrre paste alimentari. Come noto, la qualità finale della pasta essiccata dipende dalle caratteristiche dello sfarinato e dal complesso di variabili produttive e tecnologiche.

Dal grano duro si ottiene la semola, uno sfarinato più adatto a paste di qualità rispetto al grano tenero, la quale ha un glutine in maggior quantità e qualità e che rappresenta l’ingrediente principe della pasta italiana nel mondo, vincolata per legge dall’obbligo di essere prodotta solo con grano duro di qualità. (Dec.Pr.Rep. n. 187/2001 e succ. modifiche.)

Il grano è un prodotto dell’agricoltura e come tale è soggetto a variazioni della qualità in base al clima, al terreno e alle tecniche agronomiche di coltivazione. La sapiente esperienza permette di selezionare e miscelare le migliori varietà di grani per la pastificazione per ottenere paste di qualità.

Grani provenienti da Francia, Russia, Messico, Nord America, e Nord Africa oltre ai grani italiani sono tra i più utilizzati per produrre pasta nel mondo. A questi si aggiungono grani più tradizionali, grani antichi e grani locali che per vocazione sono meno performanti per l’industria ma altrettanto validi come qualità. I pastai hanno la possibilità di scegliere questi sfarinati, analizzandone la qualità in laboratorio con specifiche analisi e in pastificazione, facendo dei test in piccola scala per avere dei campioni utili alla valutazione in cottura e per micro-analisi di mercato.

Per scelta di marketing o perché non è disponibile il grano duro localmente, la pasta è ottenibile con molteplici varietà di cereali come mais, riso, faro, segale e pseudo-cereali come il grano saraceno. Di recente fanno la comparsa sugli scaffali paste di legumi come lenticchie, ceci, piselli che si rivolgono al mercato dei celiaci e dei salutisti.

Ultimamente il prezzo dei grani è aumentato ma comunque si cerca di contenere il prezzo finale della pasta che, in generale, ha da sempre avuto un prezzo al consumo basso e spesso ingiustificato. Nel caso del grano duro oggi il costo della semola incide per circa il 15-20% sul prezzo di vendita al chilo. Cambiando sfarinato, ad esempio, se derivato da varietà meno produttive e più ricercate o nel caso dei legumi, l’incidenza sui costi totali aumenta e rimane la voce più importante del costo di produzione della pasta finita.

 

 

Video Tutorial: Linea per pasta secca industriale

Scopri come Pasta di Canossa produce a Ferrara pasta secca di qualità con le nostre macchine!

 

 

 
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GDO

La vendita nella GDO rappresenta un punto di arrivo per tutte le aziende alimentari in via di sviluppo. Sicuramente offre una platea vastissima su tutto il territorio nazionale e consente una pianificazione delle vendite e delle prospettive di crescita in modo stabile e sicuro, vista anche la loro solidità finanziaria. Vantaggi di non poco conto anche se entrare nella GDO non è facile. Dalla presentazione ad un buyer di un nuovo prodotto, all’inserimento della merce, passa, mediamente un anno.

Al fine di evitare una perdita di tempo quindi, è bene fare una preventiva selezione di quelle che sono le catene di distribuzione di nostro interesse. Infatti l’offerta è davvero vasta e si differenzia in anzitutto per posizionamento territoriale e fascia di prezzo dei prodotti offerti.

Una volta generato un prospect dei potenziali marchi si possono cominciare a presentare il prodotto ai buyer. Intanto però è opportuno prepararsi all’incontro: in primo luogo bisogna fare un’indagine sui prodotti di altre marche già esposti, in modo da poter ben argomentare quali caratteristiche differenziano il nostro prodotto. In secondo luogo, bisogna predisporre un listino fatto esclusivamente per la GDO.

La GDO detiene la quasi totalità della vendita del mercato alimentare italiano ed è sempre alla ricerca di nuovi prodotti che possano offrire qualità, prezzo ed attenzione all’ambiente. Il consiglio, pertanto, è di non approcciare alla GDO come un potenziale cliente, quanto come un partner che ha voglia di investire insieme ai produttori offrendo i propri spazi, la propria logistica ed i propri clienti.

La trattativa che ci si accinge ad aprire dovrà prevedere necessariamente alcuni costi che sarebbe opportuno pianificare preventivamente. Infatti, quando la GDO apre un nuovo canale, lo fa in grande, con volumi enormi. Volumi che farebbero gola a chiunque, quindi è bene prevedere prima della trattativa che ci potrebbero essere da parte del buyer, alcune richieste come le seguenti.

Contributo Merchandising

Molte attività di marketing vengono messe in atto dalla GDO stessa, come ad esempio il posizionamento del prodotto. La scelta dell’altezza dello scaffale (ad altezza delle mani vale di più), l’inserimento in gondole (le gondole sono le corsie, la zona centrale è la più richiesta) o in isole promozionali (le isole promozionali sono scaffali monotematici e valgono di più) sono alcuni degli elementi che potrebbero determinare il valore del contributo.

Un premio di fine anno

Il premio di fine anno non lo chiedono tutte, è un parametro che sta andando in disuso a tutto vantaggio del consumatore. Può capitare, però, che alcune ancora lo chiedano e quindi è bene prevederlo.

Uno sconto merce in fattura

Utile per “pilotare” il prezzo minimo di vendita (per  legge, a parte rare eccezioni regolamentate, non si può fare il “sottocosto”, ovvero i prezzi vendita al pubblico non possono essere inferiori al prezzo di fattura + IVA). Va conteggiato, quindi, per eventuali eventi promozionali.

Ci sono, poi, delle attenzioni da rispettare quando si va ad un appuntamento con un buyer: portare, sempre, dei campioni del prodotto è un “must”,  ma, anche, avere dépliant, locandine ed un sito internet di appoggio.

La GDO quindi può essere un ottimo trampolino di lancio, a patto che l’inserimento dei prodotti sia fatto in modo consapevole e con una perfetta pianificazione dei costi (per maggiori informazioni, leggi qui).
 

Video: Analisi dei costi in un pastificio industriale

 

 

 

Export

L’export è probabilmente l’ultimo step di un’azienda in fase di sviluppo. La pasta secca, fortunatamente, è un prodotto che si presta molto bene all’esportazione, grazie ad una scadenza di tre anni e nessun packaging vincolato ad atmosfere modificate. E’ il simbolo del Made in Italy, quindi non è difficile trovare potenziali importatori. É un alimento estremamente diffuso e poco costoso. Il potenziale di esportazione è davvero immenso.

Quindi, a nostro modesto parere, nessun pastificio con una capacità produttiva da 1000 kg/h può permettersi di non prendere in considerazione l’export. Ma dove esportare? E soprattutto, come esportare?

Trattandosi di un prodotto alimentare, dobbiamo essere consapevoli che molti Paesi richiedono delle certificazioni tali da rendere complessa la procedura burocratica, ma noi abbiamo una carta vincente: siamo in Europa. L’Europa, infatti, è basta su quattro libertà fondamentali: libertà di circolazione delle persone, libertà di circolazione dei servizi, libertà di circolazione dei capitali…..e libertà di circolazione delle merci! Questo amplia il nostro ventaglio di possibili importatori a ben 26 paesi (oltre l’Italia). E se in Italia il consumo pro-capite annuo di pasta secca è di 23 kg, in Francia è di 8,3 kg, in Germania di 7,9 kg, 4,2 in Polonia, 3,6 in Spagna e cosi via. Dati che fanno ben sperare sul potenziale di crescita di questo prodotto in Europa, pur essendo già molto noto.

Talvolta, però, esportare fuori della Comunità Europea può essere una scelta obbligata. In questo caso, il primo passo è avvalersi di tutti gli strumenti istituzionali messi a disposizione dal nostro paese. Ad esempio, l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) organizza corsi formativi destinati alle imprese che intendono esportare. Il Ministero degli Esteri, oltre a dare linee guida sulla stabilità dei Paesi, fornisce attraverso il suo Osservatorio Economico le schede economiche di sintesi di tutti i paesi del mondo. I consolati poi, hanno sempre un ufficio destinato alle esportazioni dall’Italia. Unioncamere, infine, mette a disposizione i suoi uffici per i vari adempimenti burocratici.

La ricerca di contatti commerciali all’estero invece, avviene principalmente nelle fiere di settore. Il miglior modo di far conoscere ed assaggiare i propri prodotti è investire in fiere di settore.

 

 

Industria 4.0 e IoT. Siamo un passo avanti alla concorrenza, scoprite perché.

L'Industria 4.0 è un processo di trasformazione tecnologica nato dalla quarta rivoluzione industriale che sta evolvendo verso la completa automazione dei processi. In questo ambito si realizza anche l'IoT (Internet of Things), ovvero la connessione ad internet di qualsiasi dispositivo utilizzato per la produzione industriale per abilitare lo scambio di enormi quantità di dati in tempo reale e facilitare il controllo di tutte le fasi di produzione. Grazie a tutto questo sistema, in caso di necessità, possiamo intervenire coi nostri tecnici senza essere fisicamente presenti sul posto e la stessa azienda cliente può monitorare la situazione, controllare ad esempio gli allarmi e la produzione in generale. Abbiamo creato postazioni specifiche, in fase di ulteriore evoluzione, che danno al cliente una teleassistenza da remoto.
Con l’aiuto di specifici sensori e telecamere, lo staff Storci può guidare senza problemi il tecnico del cliente che si trova dislocato in qualunque parte del globo. Guarda il video per maggiori informazioni.

 

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Chi siamo

Dal 1991 operiamo nel settore degli impianti per pasta all'insegna della tecnologia e dell'innovazione, senza mai far mancare la giusta attenzione alla tradizione. Il nostro team è composto da professionisti del settore esperti e dinamici, inquadrato in una struttura agile e sempre versatile, che opera con un solo ed unico obiettivo: la soddisfazione del cliente. Sia che si tratti di ingegneri, tecnologi, meccanici, progettisti, assistenza post vendita... il nostro personale assicura, all'azienda che desideri acquistare linee per pasta, il raggiungimento del suo obiettivo a trecentosessanta gradi. Garantiamo professionalità e massima collaborazione. Nonostante l'azienda non abbia più le caratteristiche della conduzione familiare, vista la forte crescita degli ultimi anni, abbiamo comunque mantenuto la filosofia delle origini come elemento caratterizzante, sia nei confronti dei partner, grazie ad anni di proficua e costante collaborazione, confronto e fiducia reciproca, sia e soprattutto verso i clienti. Questa filosofia si applica inoltre alle persone che lavorano in azienda, in quanto c’è un’attenzione continua alla formazione e all’aggiornamento, poiché si è consapevoli dell’importanza della valorizzazione del singolo che costituisce patrimonio e si riflette a vantaggio dell’intero gruppo.

 

 

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